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06 February 2012
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La nuova infrastruttura di cablaggio: come nasce e perchè
Il crescente sviluppo, diffusione
e diversificazione dei servizi di telecomunicazioni, la crescente diffusione
dell'uso del P.C., la struttura sociale sempre più preparata: le nuove
generazioni (ma non solo) sanno usare gli strumenti e pensano in rete, tutto
ciò ha portato ad un cambiamento del contesto entro il quale si muove la
società.
Uno dei maggiori cambiamenti culturali avviati riguarda lo scambio di informazioni di tutti i tipi (testuale, immagini, video, ecc.) indipendentemente da dove questi vengono originati. La stessa Pubblica Amministrazione, e gli Enti Locali che la compongono, sono uno dei maggiori produttori e fornitori di informazioni all'interno del villaggio globale multimediale rappre-sentato da Internet. Nel Comune di Riccione la partecipazione a progetti di e-gover-nement, assieme all'azione intrapresa da questa Amministrazione finalizzata al cambiamento dell'organizzazione interna attraverso l'utilizzo crescente di nuovi strumenti, hanno avviato la gestione di nuove applicazioni informatiche e di servizi di rete che richiedono sempre maggiore capacità di banda di trasmissione dati. L'utilizzo di infrastrutture in "banda larga" diventa fondamentale non solo per l'integrazione e l'interoperabilità tra le strutture facenti parte del Comune di Riccione, ma anche per altre tipologie di inve-stimento, quali ad esempio: la implementazione di un sistema dedicato alla videosorveglianza del territorio, la distribuzione di Internet alle strutture scolastiche, la promozione di servizi dedicati al turista attraverso la connessione alla banda larga, ecc..., allo scopo di dare un contributo significativo alla trasformazione del territorio comunale in senso digitale. Per questo, sono state individuate alcune linee di intervento da portare a termine utilizzando i mezzi trasmissivi supportanti la banda larga oggi a disposizione, quali la fibra ottica e l'etere:
Poiché gli studi preliminari elaborati dalla Regione Emilia-Romagna sul Piano Telematico regionale per la realizzazione della rete privata a banda larga "LEPIDA", in specifico per tutto il territorio provinciale, e le sperimentazioni sul Wireless sviluppati nell'ambito comunale, sono stati ritenuti validi, avendo verificato, da un lato, che una realizza-zione completamente in fibra ottica ha costi economicamente non sostenibili, dall'altro che un utilizzo totale di un sistema wireless, a causa di una elevata urbanizzazione, non offre le performance attese; il Servizio Sistema Informativo del Comune di Riccione intraprende nell'anno 2007, con l'approvazione da parte del Consiglio comunale del Progetto di massima (linee guida), atto nr.55 del 25-06-2007, un percorso progettuale finalizzato alla realizzazione della rete di cablaggio - videosorveglianza - telefonia fissa con sistema misto in fibra ottica e wireless, con l'obiettivo di migliorare l'integrazione e l'interoperabilità fra le strutture dell'Ente e le altre Pubbliche Ammi-nistrazioni, in un'ottica di superamento dei limiti della comunicazione fra cittadino e P.A. A tal fine viene redatto un piano di massima per l'avvio del relativo percorso realizzativo sulle direttrici sopraindicate. I contenuti del documento sono il risultato delle seguenti attività: · Analisi dello studio di fattibilità del Piano Telematico regionale per la realizzazione della rete privata a banda larga - seconda fase · definizione direttiva della Giunta comunale sulle modalità di realizzazione del collegamento delle sedi comunali e costituzione del gruppo di coordinamento politico-ammini-strativo. · Incontri di approfondimento tra Sindaco, Assessori e dirigenti sulle finalità strategiche e sulle risorse finanziarie disponibili per la realizzazione del progetto. Costituito il gruppo di lavoro e definite le risorse disponibili, viene intrapresa la realizzazione della prima fase della MAN di Riccione, un'infrastruttura in fibra ottica che permette da un lato il collegamento del Municipio alle quindici sedi periferiche presenti sul territorio e dall'altro i due centri di controllo (PM e Carabinieri) ai quattordici punti di video-sorveglianza. |
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